Saranno molte le novità presenti nella domanda di mobilità 2019/2020.
Se la legge di bilancio verrà approvata nel suo stato attuale ne risulterà l’abolizione della titolarità su ambito territoriale per i docenti coinvolti in trasferimenti o passaggio di ruolo e per coloro i quali saranno coinvolti nelle procedure reclutamento. Queste ultime dovrebbero comprendere i neoassunti GaE e GM 2016, gli ammessi al percorso di formazione iniziale e i docenti che svolgeranno il terzo anno del FIT 2018.
Verranno eliminati anche i codici sintetici degli ambiti territoriali e si prevede un ritorno ai codici meccanografici dei comuni e a quelli sintetici dei distretti scolastici.
La bozza del CCNI per la mobilità 2019/2020 presentata dai sindacati sembrerebbe prevedere un ritorno alla mobilità in tre fasi: la prima fase dovrebbe prevedere un trasferimento nell’ambito del comune di titolarità, la seconda un trasferimento nei comuni della stessa provincia e l’ultima dovrebbe riguardare la mobilità tra provincie e quella professionale.
Ci si aspetta il mantenimento del modello unico di domanda di mobilità sia per i posti comuni che di sostegno (o entrambi), con preferenze riguardanti i codici delle singole scuole (senza vincolo numerico), i codici sintetici dei comuni e probabilmente anche quelli dei distretti scolastici.
Per il passaggio di cattedra o ruolo saranno disponibili altri modelli.

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